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BMC oral health

Relazione tra ampiezza della gengiva aderente e perdita ossea marginale peri-implantare: uno studio retrospettivo a cinque anni

Association between attached gingiva width and peri-implant marginal bone loss: a five-year retrospective study.

Tekelioğlu M, Akpınar A, Özdemir H

La larghezza della gengiva aderente intorno agli impianti protegge davvero l'osso sottostante? Questo studio retrospettivo affronta una domanda ancora aperta in implantologia: se un'adeguata banda di mucosa cheratinizzata e aderente riduca in modo indipendente la perdita ossea marginale (MBL) peri-implantare nel tempo.

Sono stati analizzati retrospettivamente 330 impianti inseriti in 107 pazienti, seguiti per un periodo di cinque anni. Gli impianti sono stati stratificati in base alla larghezza della gengiva aderente — inferiore o uguale/superiore a 2 mm — e la MBL è stata valutata radiograficamente come esito primario. Gli esiti secondari comprendevano indice di placca, indice gengivale, profondità di sondaggio e misurazione della gengiva aderente. Sul piano metodologico, punto qualificante dello studio è l'utilizzo della regressione GEE (Generalized Estimating Equations) multivariata, che tiene conto del clustering degli impianti all'interno dello stesso paziente — un aspetto spesso trascurato in questo tipo di ricerche.

Nell'analisi univariata, gli impianti con meno di 2 mm di gengiva aderente mostravano una MBL media maggiore (2,17 ± 2,28 mm) rispetto a quelli con 2 mm o più (1,64 ± 1,84 mm), con una differenza statisticamente significativa (p = 0,045). Tuttavia, una volta introdotte le variabili confondenti nel modello GEE multivariato, questa associazione è scomparsa. La larghezza della gengiva aderente non si è confermata come predittore indipendente della perdita ossea. Il fumo, al contrario, è rimasto un fattore di rischio indipendente significativo anche dopo aggiustamento statistico.

Il 79,7% degli impianti presentava ≥2 mm di gengiva aderente e il 45,8% mostrava meno di 1 mm di MBL nell'arco dei cinque anni — dati che descrivono un campione complessivamente favorevole, il che potrebbe aver limitato la potenza dello studio nel rilevare effetti sottili legati all'ampiezza della mucosa.

Il messaggio clinico è articolato ma rilevante. L'assunto consolidato secondo cui una banda minima di 2 mm di gengiva aderente sia necessaria intorno agli impianti per prevenire la perdita ossea non trova in questo studio supporto come effetto indipendente. La larghezza dei tessuti molli può incidere sul comfort del paziente, sul controllo della placca e sulla resilienza tissutale, ma non sembra agire come fattore autonomo nella riassorbimento osseo. Il fumo, invece, si conferma come variabile sistemica modificabile con un impatto negativo misurabile sulla stabilità dei tessuti peri-implantari.

Per il clinico — parodontologo o implantologo — questo studio invita a un approccio di stratificazione del rischio più raffinato: l'aumento della mucosa cheratinizzata può restare indicato in specifici contesti anatomici o protesici, ma non dovrebbe essere considerato un sostituto della valutazione e gestione dei fattori di rischio del paziente. La cessazione del fumo rimane la priorità. Gli autori auspicano, correttamente, studi prospettici multicentrici su popolazioni più ampie e eterogenee.

Questo riassunto è basato sull'abstract originale. Fare sempre riferimento alla pubblicazione originale per le decisioni cliniche.