Perimplantite non chirurgica: l'air polishing non riduce di più le tasche

Studio originale: Air polishing as an adjunct to or replacement for conventional instrumentation in non-surgical peri-implantitis treatment: a systematic review and meta-analysis. — Journal of dentistry

In breve

  • 14 studi (10 in meta-analisi): aggiungere l'air polishing alla strumentazione non ha cambiato la riduzione di PPD a 6 mesi (differenza media -0,03 mm).
  • Come sostituto della strumentazione, i dati sono troppo imprecisi per dirlo migliore, equivalente o peggiore.
  • Nessuna differenza nel sanguinamento al sondaggio né agli altri tempi di controllo.
  • Certezza delle prove: da bassa a molto bassa (GRADE).

L'air polishing è diventato una presenza abituale nella terapia non chirurgica della perimplantite, spesso sull'idea che le polveri raggiungano le spire contaminate meglio di curette e ultrasuoni. Questa revisione sistematica pone una domanda precisa: negli adulti con perimplantite, l'air polishing, usato in aggiunta o in sostituzione della strumentazione non chirurgica, migliora la risoluzione della malattia e la profondità di sondaggio (PPD) rispetto alla sola strumentazione?

Gli autori hanno consultato MEDLINE, Web of Science, Scopus, EMBASE e CENTRAL fino a luglio 2026. Erano ammessi studi comparativi randomizzati e non randomizzati, ma solo se la definizione di caso richiedeva sanguinamento e/o suppurazione al sondaggio insieme a perdita ossea radiografica: in questo modo la mucosite perimplantare resta fuori. PPD e sanguinamento al sondaggio (BOP) sono stati combinati con un modello a effetti casuali, con il ruolo terapeutico (aggiunta o sostituzione) come sottogruppo prespecificato. La statistica è prudente: intervalli di Hartung-Knapp-Sidik-Jonkman e correzione per il raggruppamento di più impianti nello stesso paziente. Gli altri esiti sono stati sintetizzati senza meta-analisi e la certezza delle prove valutata con GRADE.

Sono stati inclusi quattordici studi, dieci nella meta-analisi. A sei mesi la differenza media nella variazione di PPD era di -0,03 mm (IC 95% da -0,38 a 0,31) quando l'air polishing si aggiungeva alla strumentazione e di +0,04 mm (IC 95% da -0,52 a 0,59) quando la sostituiva. Nessuna differenza tra sottogruppi (p = 0,78), eterogeneità trascurabile (I² = 3,4%). Nessuna differenza significativa agli altri tempi di controllo né per il BOP. La certezza era bassa per il risultato sulla PPD in aggiunta, molto bassa per tutti gli altri esiti.

La conclusione è misurata. Aggiungere l'air polishing alla strumentazione convenzionale non ha mostrato un beneficio clinicamente rilevante sulla PPD. Come sostituto, le prove sono troppo imprecise per dire se sia superiore, equivalente o inferiore: assenza di prova, non prova di equivalenza.

Rilevanza clinica: la terapia non chirurgica della perimplantite dà risultati modesti con qualunque strumento, e questa revisione non offre motivi per aspettarsi che l'air polishing, da solo, cambi le cose. Può restare un mezzo per il comfort del paziente o per l'accesso alle superfici, ma non va presentato al paziente come il fattore che risolve la malattia. Selezione dei casi, controllo della placca e passaggio tempestivo alla chirurgia restano le leve che contano. Servono ancora studi ben disegnati con esiti standardizzati.

Perché conta in pratica

L'air polishing viene spesso presentato come il passo in più nella terapia non chirurgica della perimplantite. Con le prove attuali non aggiunge una riduzione misurabile delle tasche: il risultato dipende ancora da selezione dei casi, controllo della placca e dal sapere quando passare alla chirurgia.

Questo riassunto è generato automaticamente dall'abstract originale ed è curato dal Dr. Ernesto Bruschi. Fare sempre riferimento alla pubblicazione integrale per le decisioni cliniche.