Impianti dopo 10 anni: sopravvive il 95%, ma sopravvivere non vuol dire riuscire
Studio originale: Ten years and beyond: Long-term dental implant survival, success, and biological health-A systematic review and meta-analysis. — Periodontology 2000
In breve
- 34 studi, 7522 pazienti, 20.445 impianti, tutti con almeno 10 anni di follow-up.
- Fallimento aggregato intorno al 5% sia negli studi prospettici sia in quelli retrospettivi e randomizzati (sopravvivenza circa 95%).
- Il successo ha raggiunto in media l'85,1% in 14 studi, con definizioni molto diverse tra loro.
- La perimplantite a livello di impianto ha avuto una media del 10,8%, con un range dal 3,0% al 39,9% tra gli studi.
Se chiedi a un paziente come va il suo impianto dopo dieci anni, la risposta onesta è spesso "è ancora lì". La tenuta è facile da contare. La salute biologica è più difficile, e oltre il decennio la letteratura ha raramente guardato a entrambe.
Questa revisione sistematica con meta-analisi ha aggiornato le stime di fallimento e sopravvivenza degli impianti seguiti per almeno dieci anni, e ha verificato come la definizione di successo e gli esiti biologici cambino la lettura dei dati. Sono stati inclusi studi clinici randomizzati (RCT), coorti prospettiche e coorti retrospettive. Le percentuali di fallimento sono state aggregate per disegno di studio con modelli a effetti casuali, corrette per il raggruppamento degli impianti nello stesso paziente e riportate con intervalli di predizione; le analisi di sensibilità hanno valutato gli studi più influenti, il rischio di bias, l'epoca della superficie implantare e le assunzioni sul clustering. Successo, profondità di sondaggio (PPD), perdita ossea marginale (MBL) e perimplantite sono stati riassunti in modo descrittivo.
Sono stati analizzati 34 studi, con 7522 pazienti e 20.445 impianti. Il fallimento aggregato è stato del 5,1% negli studi prospettici, del 4,9% in quelli retrospettivi e del 4,8% negli RCT, cioè una sopravvivenza intorno al 95% qualunque sia il disegno. Il successo ha mediamente raggiunto l'85,1% in 14 studi, ma le definizioni dietro quel dato erano molto diverse. Le medie descrittive sono state 2,99 mm per la profondità di sondaggio e 1,30 mm per la MBL; la perimplantite a livello di impianto ha avuto una media del 10,8%, con un range dal 3,0% al 39,9% tra gli studi.
Gli autori concludono che gli impianti sono molto affidabili quanto a tenuta, con circa il 95% di sopravvivenza tra 10 e 25 anni. Ma la sopravvivenza non dimostra né salute biologica a lungo termine né vero successo terapeutico: i tassi di successo sono risultati più bassi e dipendenti dalla definizione, e la malattia perimplantare molto variabile. La tenuta è un endpoint necessario ma non sufficiente. La valutazione a lungo termine dovrebbe integrare esiti biologici, radiografici, tecnici, funzionali e riferiti dal paziente.
Perché conta in pratica
Quando diciamo a un paziente che l'impianto "dura", parliamo di tenuta. Questa revisione suggerisce che il versante biologico è meno definito, e che richiami e criteri di successo vanno valutati su qualcosa di più del fatto che la fixture sia ancora in bocca.
Articoli correlati
- Journal of Clinical MedicineCosa l'intelligenza artificiale vede (e non ancora) su una radiografia di perimplantite
- International journal of oral and maxillofacial surgeryImpianti a 20 anni: 93% di sopravvivenza, ma la metà dei fallimenti è meccanica, non biologica
- BMC oral healthImpianti nel paziente diabetico: la soglia decisiva è l'HbA1c, non la diagnosi
- Journal of dentistryPerimplantite non chirurgica: l'air polishing non riduce di più le tasche