Zirconia o titanio a 3 anni: stesso osso, più chipping e due impianti persi

Studio originale: Three-Year Follow-Up of Clinical, Radiographic, and Patient-Reported Outcomes for Zirconia and Titanium Implants in the Posterior Region: A Randomized Controlled Trial. — Clinical oral implants research

In breve

  • RCT intra-soggetto: 42 pazienti, ciascuno con un impianto posteriore in zirconia e uno in titanio; 39 valutati a 3 anni.
  • Sopravvivenza del 100% per il titanio contro il 94,9% per la zirconia (due impianti in zirconia persi).
  • Stabilità dell'osso marginale, parametri dei tessuti molli, estetica e soddisfazione del paziente sovrapponibili tra i due materiali.
  • Chipping della ceramica significativamente più frequente sulle corone su zirconia; perimplantite nel 7,9% degli impianti, divisa in parti uguali.

Gli impianti in zirconia tornano ciclicamente nella conversazione: senza metallo, color dente, richiesti per nome da alcuni pazienti. La domanda clinica è più semplice. Messi uno accanto all'altro con il titanio, nella stessa bocca, si comportano allo stesso modo nel tempo?

Questo studio clinico randomizzato (RCT) ha usato un disegno intra-soggetto. Quarantadue pazienti hanno ricevuto ciascuno un impianto in zirconia (Zr) e uno in titanio (Ti) nei settori posteriori: ogni paziente è controllo di sé stesso. Gli esiti sono stati registrati alla consegna della corona e a uno e tre anni: livelli dell'osso marginale (MBL), sanguinamento al sondaggio (BOP), placca, profondità di sondaggio, mucosa cheratinizzata, complicanze tecniche, differenze di colore (ΔE), punteggi su scala analogica visiva ed esiti riferiti dal paziente. Al controllo dei tre anni sono arrivati 39 pazienti, con 37 impianti in zirconia e 39 in titanio ancora in funzione.

La sopravvivenza è stata del 100% per il titanio e del 94,9% per la zirconia: due impianti in zirconia sono andati persi durante il follow-up. L'osso marginale è rimasto stabile dopo la fase iniziale di rimodellamento, senza differenze clinicamente rilevanti tra i materiali. Le condizioni dei tessuti molli erano sovrapponibili. La perimplantite è stata diagnosticata nel 7,9% degli impianti, tre in titanio e tre in zirconia: nessuno dei due materiali ne è rimasto immune. La differenza vera è stata tecnica: il chipping della ceramica di rivestimento è risultato significativamente più frequente sulle corone su zirconia. Sul titanio si sono registrati due svitamenti della vite, sulla zirconia due decementazioni. Gli esiti estetici e quelli riferiti dai pazienti erano comparabili, con differenze di colore della mucosa poco percepite e, quando il paziente riusciva a distinguerle, una lieve preferenza per la zirconia.

Rilevanza clinica. Nei settori posteriori, a tre anni, la zirconia ha eguagliato il titanio per stabilità ossea, salute dei tessuti molli e soddisfazione del paziente. Non lo ha eguagliato per sopravvivenza e robustezza protesica: due impianti persi e più chipping. Con numeri piccoli, il divario di sopravvivenza è un segnale più che un verdetto. Per il paziente che chiede esplicitamente una soluzione senza metallo la zirconia è un'opzione difendibile; per tutti gli altri il titanio resta il riferimento, e il consenso informato dovrebbe citare il maggior rischio di chipping. La perimplantite ha colpito entrambi i materiali allo stesso modo: il materiale non sostituisce il mantenimento.

Perché conta in pratica

Per il paziente che chiede un impianto senza metallo, a tre anni la zirconia è un'opzione difendibile nei settori posteriori, ma il consenso deve citare una sopravvivenza un po' più bassa e più chipping rispetto al titanio.

Questo riassunto è generato automaticamente dall'abstract originale ed è curato dal Dr. Ernesto Bruschi. Fare sempre riferimento alla pubblicazione integrale per le decisioni cliniche.