Due protozoi orali seguono da vicino parodontite e perimplantite
Studio originale: The association between Trichomonas tenax and Entamoeba gingivalis and periimplantitis and periodontitis. — Clinical Oral Investigations
In breve
- T. tenax ed E. gingivalis sono stati rilevati molto più spesso nei siti malati (parodontite, perimplantite) rispetto ai siti sani, sia sui denti naturali sia attorno agli impianti.
- I tassi di rilevamento erano simili tra denti e impianti nello stesso cavo orale, a suggerire un ecosistema orale condiviso per questi parassiti.
- La presenza di entrambi i protozoi era associata in modo indipendente a gravità e grading della parodontite, anche correggendo per altri fattori.
- Gli autori sottolineano che si tratta di un'associazione, non di una prova che i protozoi causino la malattia.
I protozoi orali come Trichomonas tenax ed Entamoeba gingivalis sono da tempo osservati nelle tasche parodontali, ma il loro rapporto con la malattia perimplantare è stato molto meno indagato. Questo studio trasversale ha valutato l'associazione tra questi due parassiti e sia la parodontite sia la perimplantite. Gli autori hanno arruolato 140 partecipanti in quattro gruppi da 35: pazienti con perimplantite e parodontite concomitanti, pazienti con salute perimplantare e parodontale, pazienti con sola parodontite (dentatura naturale) e controlli parodontalmente sani. Sono stati registrati i parametri clinici parodontali e perimplantari, e sono stati raccolti campioni di placca attorno ai denti (nei due gruppi senza impianti) e attorno a denti e impianti (nei due gruppi misti), poi esaminati al microscopio per la presenza dei due protozoi.
Sia T. tenax sia E. gingivalis sono stati rilevati significativamente più spesso nei campioni dentali dei gruppi con malattia (perimplantite+parodontite e sola parodontite) rispetto ai gruppi sani (p<0,001). Attorno agli impianti, entrambi i parassiti sono risultati significativamente più frequenti nel gruppo con malattia rispetto al gruppo sano. Nello stesso cavo orale, i tassi di rilevamento su superfici dentali e implantari non differivano, suggerendo un ecosistema microbico condiviso. Un dato rilevante: la presenza di entrambi i protozoi era associata in modo indipendente alla presenza, gravità e grading della parodontite, anche dopo aver considerato altri fattori.
Gli autori sono attenti a inquadrare questo come un'associazione e non una prova di causalità: trovare protozoi nei siti malati non dimostra che ne siano la causa. Potrebbe invece riflettere una colonizzazione opportunistica di un ambiente già infiammato e ricco di biofilm. Per il clinico, il dato aggiunge comunque un tassello al quadro della microbiologia parodontale e perimplantare, accanto ai più noti patogeni batterici. Apre anche la possibilità pratica che i protozoi orali possano in futuro fungere da biomarcatore aggiuntivo di attività di malattia, o da bersaglio se la ricerca ne chiarirà un ruolo causale. Per ora il messaggio è descrittivo: T. tenax ed E. gingivalis seguono da vicino l'infiammazione parodontale e perimplantare, sia sui denti naturali sia sugli impianti dello stesso paziente.
Perché conta in pratica
Oltre ai più noti patogeni batterici, i protozoi orali potrebbero essere un ulteriore marcatore da tenere d'occhio nella microbiologia parodontale e perimplantare — per ora un dato descrittivo, ma che potrebbe orientare future ricerche su biomarcatori o strumenti diagnostici.
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