Protesi fissa totale su impianti: sopravvivono gli impianti, ma il materiale decide le complicanze
Studio originale: Technical and biological complications of implant-supported fixed complete dentures: a retrospective cohort study with up to 17 years of follow-up. — International Journal of Implant Dentistry
In breve
- Sopravvivenza protesica del 92,3% e perdita implantare del 4,2% su una media di 6,8 anni — affidabilità elevata in questa coorte.
- Eppure solo il 49,5% delle protesi è rimasto libero da complicanze; 169 eventi registrati, in prevalenza tecnici (fratture del rivestimento).
- Le strutture titanio-resina presentavano un rischio di complicanze nettamente superiore (HR 4,25) e un rischio di frattura del rivestimento molto più alto (HR 7,11) rispetto alle protesi in lega vile-ceramica.
- Il rivestimento ceramico ha garantito una sopravvivenza libera da fratture significativamente migliore rispetto alla resina — una differenza che si decide in fase di pianificazione.
Le protesi fisse complete su impianti riabilitano l'arcata completamente edentula con un'affidabilita notevole, ma affidabilita non significa assenza di problemi. Questo studio di coorte retrospettivo ha seguito 91 protesi di questo tipo su 498 impianti in 72 pazienti, inserite tra il 2003 e il 2023, con un'osservazione media di 6,8 anni e un massimo di 17.
La sopravvivenza e stata elevata. Sette protesi sono fallite, per una sopravvivenza cumulativa del 92,3%, e solo 21 impianti su 498 (4,2%) sono stati espiantati. Il carico di complicanze, pero, e stato consistente: 169 complicanze registrate nel periodo, con appena il 49,5% delle protesi rimaste libere da complicanze. Il problema era in larga parte tecnico piu che biologico. La frattura del rivestimento estetico e stata l'evento singolo piu frequente, mentre perimplantite e perdita implantare sono risultate comparativamente rare.
La scelta dei materiali ha determinato gran parte del rischio. Le protesi con rivestimento in resina e quelle con rivestimento in ceramica mostravano una sopravvivenza complessiva equivalente, ma la sopravvivenza libera da fratture del rivestimento era significativamente migliore per le riabilitazioni ceramiche. Rispetto alle protesi in lega vile-ceramica, le strutture titanio-resina presentavano un rischio complessivo di complicanze nettamente piu alto (hazard ratio 4,25) e un rischio di frattura del rivestimento molto piu elevato (hazard ratio 7,11).
Per l'implantologo e il protesista, il messaggio e che la struttura e il materiale di rivestimento non sono neutri. Gli impianti, con ogni probabilita, si osteointegreranno e sopravvivranno; se il paziente tornera ripetutamente per rivestimenti scheggiati si decide in gran parte in fase di progettazione e di scelta dei materiali. Conviene informare il paziente che la fonte piu probabile di mantenimento nel lungo termine e la protesi, non l'impianto, e calibrare di conseguenza il rivestimento ceramico e il materiale della struttura.
Perché conta in pratica
Nella riabilitazione implantare totale, l'osteointegrazione è raramente il fattore limitante per gli esiti a lungo termine — in questa coorte lo erano la struttura protesica e il materiale di rivestimento. L'implantologo e il protesista dovrebbero informare il paziente che il carico di manutenzione negli anni deriverà principalmente dalla sovrastruttura, e valutare le strutture titanio-resina rispetto alle alternative ceramiche tenendo conto di questo differenziale di rischio.
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