Rigenerazione parodontale e ortodonzia: i risultati a 20 anni di uno studio prospettico
Long-term outcomes of regenerative periodontal therapy and orthodontic treatment: 20-year results from a prospective study.
Roccuzzo A, Li Y, Salvi GE
Un dente con un difetto infraosseo profondo, migrazione patologica, profondità di sondaggio di 7 mm o più: il candidato classico all'estrazione. Questo studio prospettico chiede se, vent'anni dopo, quel dente possa invece essere conservato. Quarantotto pazienti con parodontite di Stadio IV, ciascuno con un dente-test non molare gravemente compromesso, hanno seguito un protocollo per fasi: strumentazione; chirurgia rigenerativa con derivato della matrice dello smalto (EMD) da solo o combinato con innesto osseo e membrana; trattamento ortodontico avviato 8-12 mesi dopo per correggere la malposizione; e terapia parodontale di supporto personalizzata.
Trentatré pazienti hanno raggiunto la visita a 20 anni, con un drop-out del 31% in due decenni. La sopravvivenza stimata dei denti a T20 era dell'89,1%, con una probabilità dell'86,3% di restare liberi da complicanze; solo quattro denti-test sono andati persi. I parametri parodontali si sono mossi con decisione: la placca full-mouth è scesa dal 48,8% al 14,6%, il sanguinamento dal 55,5% al 10,2%, e i siti con profondità di sondaggio (PPD) ≥7 mm sono crollati da 25,8 a 0,9. Sul dente-test, la PPD media è passata da 6,3 a 3,0 mm. Il successo terapeutico, definito come sopravvivenza con PPD ≤4 mm, ha raggiunto l'81,8%.
Il messaggio è un ottimismo disciplinato. Spostare ortodonticamente un dente dopo la rigenerazione non vanifica il guadagno rigenerativo; può conservare denti gravemente compromessi per vent'anni, a una condizione su cui gli autori tornano di continuo: un programma di mantenimento rigoroso e individualizzato. Rigenerazione più ortodonzia è un'alternativa credibile all'estrazione, ma solo dentro quel programma.