Impianti tissue-level a 25 anni: non è il disegno protesico a determinare la perdita ossea, ma la suppurazione
Studio originale: Crestal Bone Loss and Peri-Implant Conditions at Tissue-Level Implants: Influence of Prosthesis Type After 25 Years. — Clinical implant dentistry and related research
In breve
- A 25 anni, la perdita ossea crestale e la prevalenza di peri-implantite non differivano significativamente tra corone singole, solidarizzate o bridge in questa coorte.
- Le variabili protesiche — tipo di ritenzione, disadattamento marginale, geometria di emergenza — non erano associate in modo indipendente alla perdita ossea crestale.
- La suppurazione al sondaggio è risultata il predittore più forte di perdita ossea (-0,97 mm), seguita dalla profondità di sondaggio aumentata e dalla sede nella regione degli incisivi.
- La mucosite peri-implantare ha superato il 74% in tutti i gruppi protesici a 25 anni, a conferma dell'importanza di un supporto peri-implantare regolare nel lungo periodo.
Dopo 25 anni di funzione implantare, il tipo di restauro protesico influenza la perdita ossea crestale o l'insorgenza di malattia peri-implantare? Questa è la domanda centrale di uno studio osservazionale monocentrico che ha seguito pazienti riabilitati con impianti tissue-level nel corso di un quarto di secolo, confrontando tre configurazioni protesiche: corone singole (SC), corone solidarizzate (SP) e bridge (BR).
Lo studio ha incluso 147 pazienti portatori di 233 impianti, tutti valutati con protocolli clinici e radiografici standardizzati a 10 e 25 anni di funzione. Le condizioni peri-implantari — mucosite peri-implantare (PM) e peri-implantite (PI) — sono state diagnosticate secondo definizioni di consenso consolidate. Le variazioni del livello osseo crestale (ΔCBL) sono state misurate radiograficamente, e analisi multivariate sono state condotte per identificare i fattori indipendentemente associati alla perdita ossea.
A 25 anni, la prevalenza di PI era aumentata in tutti i gruppi protesici — raggiungendo il 7,8% per SC, il 6,3% per SP e il 4,9% per BR — senza tuttavia differenze statisticamente significative tra i gruppi in nessuno dei due intervalli temporali. I tassi di PM erano complessivamente elevati a 25 anni, con SP che mostrava la tendenza più alta (87,3%), seguita da BR (80,5%) e SC (74,4%), anch'esse senza differenze significative. Il ΔCBL medio era modesto e comparabile tra le configurazioni: -0,37 mm per SC, -0,25 mm per SP e -0,70 mm per BR.
L'analisi multivariata ha spostato l'attenzione lontano dalle variabili protesiche. Né il tipo di ritenzione protesica, né il disadattamento marginale, né la geometria di emergenza hanno mostrato un'associazione significativa con il ΔCBL. Tre fattori clinici sono invece emersi come predittori indipendenti di maggiore perdita ossea: la localizzazione dell'impianto nella regione degli incisivi (-0,74 mm), l'aumento della profondità di sondaggio (-0,16 mm per ogni mm di profondità) e la presenza di suppurazione al sondaggio (-0,97 mm).
Per il parodontologo e l'implantologo, il messaggio clinico è netto: nella pianificazione di riabilitazioni fisse implanto-supportate con impianti tissue-level, la scelta tra corona singola, unità solidarizzata o bridge non compromette la stabilità ossea crestale a lungo termine né determina l'insorgenza di peri-implantite in un orizzonte di 25 anni. La perdita ossea è invece guidata dalla sede anatomica — il settore anteriore mascellare richiede sorveglianza particolare — e dai segni clinici di complicanza biologica, in particolare la profondità di sondaggio aumentata e la suppurazione. Questi marcatori devono orientare l'intensità del supporto peri-implantare nel lungo periodo, indipendentemente dal disegno protesico adottato. L'elevata prevalenza di mucosite peri-implantare in tutti i gruppi a 25 anni è di per sé un segnale inequivocabile: il controllo della placca e il monitoraggio professionale regolare restano imprescindibili nel tempo.
Perché conta in pratica
Per l'implantologo che pianifica riabilitazioni fisse implanto-supportate, questo studio suggerisce che la scelta tra corona singola, unità solidarizzata o bridge non compromette la stabilità ossea crestale a lungo termine sugli impianti tissue-level. L'intensità del supporto peri-implantare dovrebbe invece essere orientata dai marcatori biologici — in particolare suppurazione e profondità di sondaggio in aumento — e dalla localizzazione nella regione anteriore.
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