Riabilitazioni implantari full-arch: le raccomandazioni evidence-based della Consensus Conference italiana
Consensus Statement on Full-Arch Implant Rehabilitations: Evidence-Based Recommendations from the Italian Consensus Conference.
Rapone B, Ferrara E, Tomarelli F
Quanti impianti per un full-arch? Inclinati o assiali? Quale materiale protesico, e quale mantenimento tiene lontana la perimplantite? Su queste domande quotidiane la pratica resta eterogenea. Per mettere ordine, una Consensus Conference italiana ha riunito 29 esperti con un processo Delphi modificato, sostenuto da una revisione sistematica della letteratura 2015-2024 e dalla valutazione della certezza dell'evidenza con il sistema GRADE. La soglia di consenso era esigente: accordo ≥90%.
Ne sono emerse sette dichiarazioni. Primo: il rischio parodontale va valutato con strumenti validati prima di pianificare. Secondo: gli esiti della rigenerazione ossea guidata (GBR) dipendono dalla tecnica, e le indicazioni vanno calibrate di conseguenza. Terzo: nel full-arch mandibolare quattro impianti possono sostenere la riabilitazione con una sopravvivenza paragonabile a sei. Quarto: configurazioni implantari inclinate e assiali sono clinicamente equivalenti. Quinto: tra i materiali protesici, la zirconia monolitica mostra alta sopravvivenza. Sesto: un mantenimento di supporto stratificato per rischio si associa a una minore incidenza di perimplantite. Settimo: il rischio sistemico va stratificato, comprendendo controindicazioni assolute e relative, gestione del rischio di osteonecrosi dei mascellari da farmaci (MRONJ) e profilassi antibiotica perioperatoria.
Il valore del documento sta meno nella novità che nell'arbitrato: trasforma evidenze sparse in raccomandazioni condivise e graduate, che il clinico può difendere. Per implantologi e protesisti è un riferimento strutturato per la selezione del paziente, lo schema chirurgico, la scelta del materiale e quel protocollo di mantenimento che alla fine decide la durata di un full-arch.