Tipo di osso e scelta della zirconia incidono entrambi sugli esiti dell'All-on-4

Studio originale: Medium-term clinical outcomes of the all-on-4 system in different bone types: a retrospective analysis.BMC Oral Health

In breve

  • Su 1.000 impianti All-on-4 (250 pazienti), la sopravvivenza complessiva è stata del 94,8%, scendendo all'89,1% nell'osso di Tipo 4 a bassa densità contro il 98,3% nell'osso denso di Tipo 1.
  • Le complicanze perimplantari (perimplantite, allentamento delle viti) erano più frequenti nell'osso a bassa densità.
  • Le protesi in zirconia monolitica hanno mostrato circa un terzo del tasso di complicanze rispetto alla resina-metallo (8,9% vs 26,9%).
  • La soddisfazione del paziente è rimasta elevata (VAS 8,7/10) in tutti i tipi di osso, nonostante queste differenze tecniche.

Il concetto All-on-4 è diventato un caposaldo della riabilitazione dell'arcata edentula, ma il modo in cui qualità ossea e scelta del materiale protesico interagiscono nell'influenzare gli esiti a medio termine è meno documentato in coorti multicentriche ampie. Questo studio retrospettivo osservazionale ha seguito 250 pazienti edentuli (125 mascellari, 125 mandibolari) sottoposti a riabilitazione full-arch implanto-supportata con protocollo All-on-4 tra settembre 2018 e settembre 2021, con un follow-up medio di 3,6 anni. I pazienti sono stati classificati per tipo di osso (classificazione di Lekholm e Zarb, Tipi 1-4), e lo studio ha monitorato la sopravvivenza implantare, le complicanze perimplantari e protesiche, la coppia di inserimento, l'implant stability quotient (ISQ) e la soddisfazione riferita dal paziente (VAS), confrontando protesi in resina-metallo e in zirconia monolitica.

Su 1.000 impianti, la sopravvivenza complessiva è stata del 94,8%, ma questo dato medio nascondeva un chiaro gradiente legato alla qualità ossea: la sopravvivenza è stata del 98,3% nell'osso di Tipo 1 (denso) contro solo l'89,1% nell'osso di Tipo 4 (bassa densità) (p<0,05). Anche le complicanze perimplantari — in particolare perimplantite e allentamento delle viti — sono risultate significativamente più frequenti nell'osso a bassa densità. Sul fronte protesico, i restauri in resina-metallo hanno mostrato un tasso di complicanze circa tre volte superiore rispetto alla zirconia monolitica (26,9% vs 8,9%, p<0,001). Nonostante queste differenze tecniche, la soddisfazione del paziente è rimasta elevata in tutti i tipi di osso (VAS media 8,7/10), a suggerire che i pazienti spesso non percepiscono le complicanze che il clinico gestisce dietro le quinte.

Il messaggio clinico per la pianificazione full-arch è duplice: la valutazione della qualità ossea dovrebbe orientare direttamente il counseling sul rischio ed eventuali adattamenti di protocollo (ad esempio follow-up più ravvicinati, carico differito o impianti aggiuntivi) nell'osso di Tipo 4, e la scelta del materiale protesico conta dal punto di vista meccanico — in questa coorte la zirconia monolitica ha retto meglio della resina-metallo nel medio termine. Gli autori inquadrano questi dati come considerazioni per una pianificazione risk-informed piuttosto che regole assolute, riconoscendo correttamente i limiti di un disegno retrospettivo a medio termine, ma la dimensione campionaria (1.000 impianti su 250 pazienti, multicentrica) conferisce alle associazioni un reale peso clinico nelle discussioni di pianificazione dei casi full-arch complessi.

Perché conta in pratica

Per la pianificazione full-arch, la valutazione della qualità ossea e la scelta del materiale protesico hanno entrambe conseguenze a medio termine — questa coorte supporta un follow-up più ravvicinato nell'osso a bassa densità e orienta verso la zirconia monolitica quando le complicanze meccaniche sono una preoccupazione.

Questo riassunto è generato automaticamente dall'abstract originale ed è curato dal Dr. Ernesto Bruschi. Fare sempre riferimento alla pubblicazione integrale per le decisioni cliniche.