Dentistry journal

Perimplantite avanzata in zona estetica: espianta, rigenera, attendi — poi reimpianta

Spînu A, Manole F, Burcea A, Albu CC, Argint A, Mărcuț LF, Brata RD, Manole A, Bogdan-Andreescu CF

Studio originale: Management of Advanced Peri-Implantitis with Staged Explantation and Delayed Re-Implantation in the Esthetic Zone.Dentistry journal

In breve

  • In questa serie di casi, l'approccio stadiato — espianto atraumatico, decontaminazione, GBR e attesa di maturazione dell'innesto — ha consentito di ripristinare dimensioni della cresta sufficienti per un reimpianto con stabilità primaria.
  • La rimozione dell'impianto con tecnica minimamente traumatica è il presupposto della fase rigenerativa: preservare l'osso residuo è prioritario.
  • Il reimpianto precoce in un sito non adeguatamente guarito nella zona estetica rischia di replicare l'insuccesso, proprio dove livelli ossei marginali e zenit mucoso condizionano direttamente l'esito restaurativo.
  • La selezione del paziente e il rispetto rigoroso dei tempi di guarigione sono indicati come fattori determinanti quanto l'esecuzione chirurgica.

La peri-implantite avanzata nella zona estetica rappresenta uno degli scenari clinici più impegnativi dell'implantologia: la perdita ossea è spesso estesa, l'architettura dei tessuti molli è compromessa e le implicazioni — funzionali ed estetiche — sono significative. Il lavoro di Spînu e colleghi affronta una domanda che molti clinici si trovano a gestire senza disporre di protocolli chiari: quando l'espianto è inevitabile, come deve essere pianificato e in quale momento è corretto procedere al re-impianto?

Gli autori presentano un'analisi basata su casi clinici, incentrata su un approccio a fasi — espianto deliberato seguito da una fase strutturata di guarigione e rigenerazione prima del re-impianto differito. La metodologia si articola in una sequenza clinica sistematica: rimozione dell'impianto con tecniche minimamente traumatiche per preservare l'osso residuo, decontaminazione accurata del sito, rigenerazione ossea guidata (GBR) con membrane barriera e materiali da innesto appropriati, e un periodo di attesa definito prima del posizionamento del nuovo impianto. La gestione dei tessuti molli è parte integrante del protocollo, in particolare considerando le esigenze estetiche del mascellare anteriore.

I risultati supportano la fattibilità di questo approccio a fasi nel ripristino di un volume osseo adeguato e di un profilo favorevole dei tessuti molli prima del re-impianto. I siti trattati con GBR dopo l'espianto hanno mostrato dimensioni della cresta sufficienti ad accogliere nuovi impianti con stabilità primaria. La tempistica differita — che consente la piena maturazione dell'innesto prima del carico sul sito rigenerato — appare un fattore determinante per il successo. La salute dei tessuti peri-implantari al follow-up è risultata mantenuta, senza recidive di peri-implantite nei casi ritrattati.

La rilevanza clinica di questo lavoro è considerevole. Mette in discussione la tendenza al re-impianto immediato o precoce dopo l'espianto, proponendo invece pazienza e sequenzialità biologica. Nella zona estetica, dove i livelli ossei marginali e lo zenit mucoso influenzano direttamente il risultato restaurativo finale, procedere al re-impianto in un sito non adeguatamente guarito o insufficientemente rigenerato rischia di replicare lo stesso insuccesso. Il protocollo a fasi ridefinisce l'espianto non come una sconfitta, ma come il primo passo di una strategia ricostruttiva consapevole.

Per i parodontologi e gli implantologi che gestiscono casi di peri-implantite con perdita ossea avanzata, il messaggio clinico è netto: un approccio a fasi, guidato dalla biologia — espianta, rigenera, attendi, re-impianta — può produrre risultati prevedibili anche in siti esteticamente compromessi. La selezione del paziente, l'esecuzione chirurgica meticolosa e il rispetto dei tempi di guarigione rimangono i pilastri del successo. Questo protocollo non elimina la complessità, ma la struttura.

Perché conta in pratica

Quando la perimplantite avanzata impone l'espianto nella zona estetica, la sequenza della ricostruzione è determinante: questo lavoro su casi clinici propone un protocollo stadiato — non il reimpianto precoce — come schema per un secondo tentativo prevedibile. Per l'implantologo e il parodontologo, il messaggio operativo è resistere alla pressione di reimpiantare prima della piena maturazione dell'innesto, anche quando le esigenze estetiche sembrano urgenti.

Questo riassunto è generato automaticamente dall'abstract originale ed è curato dal Dr. Ernesto Bruschi. Fare sempre riferimento alla pubblicazione integrale per le decisioni cliniche.