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Clinical and experimental dental research

Uso aggiuntivo delle statine a rilascio locale nella terapia parodontale e nella rigenerazione ossea pre-implantare: revisione sistematica e meta-analisi

Adjunctive Use of Locally Delivered Statins in Periodontal Therapy and Pre-Implant Bone Regeneration: A Systematic Review and Meta-Analysis.

Yoshida K, Heller S, Mousa N, Olén L, Asa'ad F

Le statine esercitano effetti pleiotropici ben documentati che vanno ben oltre il controllo lipidico: proprietà antinfiammatorie, angiogeniche e osteogeniche le rendono candidate biologicamente plausibili per l'uso locale in ambito parodontale e rigenerativo. La domanda clinica al centro di questa revisione sistematica con meta-analisi è se la somministrazione locale di statine, in aggiunta alla terapia parodontale convenzionale o alle procedure di rigenerazione ossea pre-implantare, produca miglioramenti misurabili negli esiti clinici e radiografici rispetto al solo trattamento standard.

La ricerca bibliografica ha coperto PubMed e Scopus fino a luglio 2025, seguendo le linee guida PRISMA 2020 con protocollo registrato in PROSPERO. Sono stati inclusi esclusivamente trial clinici randomizzati (RCT) che valutassero l'uso locale — come terapia aggiuntiva — di atorvastatina (ATV), rosuvastatina (RSV) o simvastatina (SIM) nel contesto della terapia parodontale non chirurgica (Step 2), della terapia chirurgica (Step 3) o di procedure rigenerative pre-implantari. Gli esiti primari comprendevano la profondità di sondaggio (PPD), il livello di attacco clinico (CAL), il sanguinamento al sondaggio (BoP) e il riempimento osseo radiografico. Il rischio di bias è stato valutato con lo strumento Cochrane RoB 2; le meta-analisi a effetti casuali sono state condotte a intervalli di follow-up standardizzati — 6 mesi per lo Step 2 e 9 mesi per lo Step 3.

Ventuno RCT hanno soddisfatto i criteri di inclusione: 13 relativi allo Step 2, 6 allo Step 3 e 2 alla rigenerazione ossea pre-implantare. Nello Step 2, le statine locali hanno dimostrato benefici clinicamente rilevanti rispetto al solo scaling e levigatura radicolare, con differenze medie aggregate di circa 1,4–2,3 mm per la riduzione della PPD e 1,7–2,2 mm per il guadagno di CAL. La simvastatina ha mostrato effetti numericamente superiori, sebbene non siano disponibili confronti diretti tra le molecole e l'eterogeneità tra i trial sia risultata elevata. Nello Step 3, tre trial hanno contribuito alla sintesi a 9 mesi, evidenziando benefici più contenuti ma statisticamente significativi: riduzione della PPD di 0,80 mm e guadagno di CAL di 0,69 mm, con eterogeneità moderata. I due trial sulla rigenerazione pre-implantare erano troppo eterogenei — per disegno, materiali e modalità di rilevazione degli esiti — per consentire una sintesi quantitativa, con risultati radiografici non concordanti.

Per il parodontologo e l'implantologochirurgo, il messaggio clinico è articolato. Le prove a sostegno delle statine locali nella terapia non chirurgica sono coerenti nel verso e clinicamente significative, specialmente in presenza di tasche residue profonde. In ambito chirurgico, il beneficio esiste ma è più modesto, e pare più tangibile quando le statine vengono integrate in protocolli rigenerativi. Sul fronte pre-implantare, i dati attuali sono insufficienti per trarre conclusioni. L'elevata eterogeneità inter-studio — in termini di molecola, veicolo, concentrazione e modalità di rilascio — limita la generalizzabilità dei risultati. In attesa di RCT multicentrici con protocolli e misure di esito standardizzati, le statine a rilascio locale vanno considerate un adiuvante biologicamente razionale con un supporto clinico in crescita, ma non ancora uno standard terapeutico consolidato.

Questo riassunto è basato sull'abstract originale. Fare sempre riferimento alla pubblicazione originale per le decisioni cliniche.