Una nuova tecnica a doppio ancoraggio per l'aumento del tessuto cheratinizzato nel settore posteriore della mandibola: una serie di casi retrospettiva
A Novel Dual Anchoring Technique for Keratinized Tissue Augmentation in Posterior Mandible: A Retrospective Case Series.
Yang L, Wang X, Li C, Mao D, Bao R, Guan X, Li J, Guo Z
Ottenere un'adeguata ampiezza di tessuto cheratinizzato (KTW) attorno agli impianti nel settore posteriore della mandibola rappresenta una delle sfide più impegnative nella gestione dei tessuti molli in implantologia. Il innesto gengivale libero (FGG) è il gold standard per l'aumento del KTW, ma la contrazione del lembo — particolarmente accentuata in una regione soggetta alle trazioni muscolari e di difficile accesso — può compromettere significativamente il risultato finale. Questa serie di casi retrospettiva di Yang et al. introduce la Dual Anchoring Technique (DAT), concepita per stabilizzare meccanicamente l'innesto durante la fase critica della guarigione, riducendo il ritiro dimensionale e migliorando la prevedibilità del risultato.
Lo studio ha incluso 25 pazienti sistemicamente sani (49 siti implantari) con KTW inferiore a 2 mm dopo procedure di aumento osseo. La DAT combina due elementi di fissazione: viti di ancoraggio ortodontico, posizionate al margine coronale dell'innesto per prevenire lo scivolamento apicale, e puntine per membrane, utilizzate per ancorare il corpo dell'innesto al periostio. Questo sistema di doppio ancoraggio contrasta le principali forze vettoriali responsabili della migrazione e della contrazione dell'innesto nel settore posteriore mandibolare. L'esito primario era la variazione del KTW dal baseline (T₀) a 12 mesi (T₅). Gli esiti secondari comprendevano il tasso di contrazione, i tempi operatori, le complicanze e le misure di esito riportate dal paziente tramite scala VAS.
I risultati sono clinicamente rilevanti. Il KTW medio è aumentato da 0,67 ± 0,12 mm al baseline a 11,00 ± 0,87 mm a un mese, stabilizzandosi a 8,70 ± 0,84 mm a 12 mesi, con un guadagno netto di 8,02 ± 0,82 mm (p < 0,001). La contrazione dell'innesto a 12 mesi è risultata in media del 17,48 ± 3,41%, con l'85% del ritiro totale concentrato nei primi tre mesi. I tempi operatori si sono rivelati contenuti: 26,40 ± 1,90 min per i siti singoli e 33,31 ± 2,08 min per i casi a doppio sito. Non sono state registrate complicanze intra- o postoperatorie, e i punteggi VAS del dolore sono scesi a livelli trascurabili entro il quattordicesimo giorno, indicando una buona tollerabilità da parte dei pazienti.
Il tasso di contrazione di circa il 17,5% appare favorevole rispetto ai valori riportati in letteratura per le tecniche FGG convenzionali, che oscillano tipicamente tra il 25% e oltre il 40% a seconda del metodo di fissazione e della sede. La concentrazione della contrazione nei primi tre mesi conferma l'importanza di una stabilizzazione meccanica precoce — proprio la finestra temporale in cui la DAT esercita la sua maggiore influenza.
Per il parodontologo e l'implantologo nella pratica clinica, il messaggio è chiaro: nel settore posteriore della mandibola, dove l'anatomia e le dinamiche muscolari ostacolano la stabilità dell'innesto, una strategia di doppio ancoraggio con strumentario di comune disponibilità può migliorare concretamente i risultati. La tecnica è riproducibile, efficiente nei tempi e associata a bassa morbilità. I limiti del disegno retrospettivo e l'assenza di un gruppo di controllo impongono prudenza interpretativa, ma la consistenza dei risultati su 49 siti a 12 mesi offre una base credibile per future indagini prospettiche.